Alla ricerca del graal

Volenti o nolenti se ti occupi di templari alla fine devi affrontare il problema esoterismo.
O lo eviti e lo minimizzi, raccontando la storia della religione nel medioevo e in cinque minuti hai mandato a gambe all’aria tante teorie balzane; oppure decidi di leggere i libri che hanno dato adito a quelle teorie balzane e li affronti armato di tutto punto.
Io, dopo aver seguito per anni la sola prima via, dall’altro giorno ho deciso di affrontare anche la seconda via e ho incominciato a leggere il famigerato…
la bibbia per tutti i conoscitori della “verità”!
Ora non pensiate che io l’abbia ardentemente comprato in libreria, ma dopo qualche anno di vaghe ricerche l’ho trovato a 2 euro alla libreria Libraccio a Milano. Vabbè tutto, ma 17 euro a un libro del genere non glieli do!
Premetto, e faccio mea culpa, che mi sono letta “Il Codice da Vinci” di Dan Brown e credo che i miei vicini ricordino ancora con terrore le mie urla e improperi che nemmeno Sgarbi sarebbe in grado di produrre.
Mi chiederete perché lo stia leggendo se so che mi farà arrabbiare e vi rispondo come ho risposto ad Enzo Valentini di “Penne & Papiri” a questa sua domanda:Domande sul perché ti incaponisci a leggerlo: [A] sei una lettrice onnivora – [B] te l’ha ordinato il medico – [C] soffri d’insonnia – [D] sei caduta in depressione – [E] non so – [F] non ho capito la domanda. Barrare la casella che interessa.

Io:
[G] conosci il tuo nemico e distruggilo davanti a tutti.

Armata di santa pazienza ho iniziato la lettura e questo è il risultato al terzo capitolo, quello sui templari

le frecce nere servono a indicare le correzioni e i commenti che io ho fatto in sole due pagine

Non ho mai scritto su un libro che non sia per esami universitari, nè tanto meno mi sono mai permessa di correggerlo, ma questo libro in 60 pagine è così tanto infarcito di errori, fonti non citate, inesattezze, paragoni azzardati, passaggi di palo in frasca senza senso che non so come faccia certa gente a chiamarlo “libro di Storia”.
Posso accettare che molti libri specifici e risolutivi per dare spiegazione sui dettagli della Storia dei templari siano usciti ultimamente (quelli della Frale e della Cerrini tanto per citarne due), ma il fondamentale di Demurger più altri libri di altri autori (Barber, Bordonove, Pernaud) erano già sulla scena libraria e accademica, ben fruibili, nel 1982 quando questo libro venne pubblicato. Mettiamo anche il caso che non fossero proprio abbordabili, ma con il tempo si può fare un’edizione riveduta e corretta. Ah, no, qui è chiedere troppo…scusate.

Quindi da oggi in poi mi seguirete in questo mio cammino alla ricerca del graal (grafia minuscola corretta, visto che così la scrivevano nei romanzi medievali) e soprattutto nella distruzione di alcuni falsi miti o falsi libri.

Partiamo dalla prima e più palese per chiunque bazzichi, in un modo o nell’altro, con i veri libri di storia: citazione di fonti.
Il libro è pieno di “si dice”, “narrano”, note con segnalazione di “fonte non attestata”; oppure “Tizio (inteso come cronista) riferisce che” e poi totale assenza nelle note della citazione del libro e della pagina. Già questo squalificherebbe qualunque libro di Storia. Anche le note bibliografiche non dicono niente di più.
Per qualsiasi genere di libro di storia le note e le citazioni precise sono fondamentali per permettere non solo a chiunque di leggerle a propria volta, ma anche per avere la conferma della giusta interpretazione.
Forse è qui una chiave di lettura di questo libro: non voler essere smentito per aver letto una fonte in modo non corretta (magari estrapolandola e fidandosi di una lettura posteriore e non diretta).

Vabbè, qui siamo all’inizio.
Vi terrò aggiornati.
Non cerco il graal, sappiatelo. So già dove sta e dove deve stare.

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