Mansio on tour: Milano!

E’ passato un anno dal primo esperimento della “Mansio on tour” (Torino. La mostra sui “Cavalieri”. Dai Templari a Napoleone). La replica è stata all’altezza, anche se abbiamo cambiato città e argomento, anche se la Storia Medievale è comunque il sottofondo.
“Al-fann. Arte della civiltà islamica”.  A Palazzo Reale, proprio a fianco del Duomo, potrete vedere quanto qui introdotto.
Appena mi arriverà il catalogo mi soffermerò a segnalarvi alcuni pezzi veramente interessanti. Quello che posso dire è che non potete perdervela! Finirà il 30 gennaio e quindi non avete molto tempo…
La fortuna è stata poi la poca presenza di persone, mentre alla nostra destra il Museo del Novecento, appena aperto, vedeva una bella coda serpeggiare verso la piazza, come alla nostra sinistra per la mostra di Dalì.
Il prezzo del biglietto di €9 è più che onesto, visto il numero enorme di reperti esposti, di alta qualità. E se prendete anche l’audioguida (€5 per quella singola, €8 per quella doppia), potrete notare che a volte può essere inutile, perchè non aggiunge niente di più di quello scritto sui pannelli, ma a volte sottolinea dei particolari che difficilmente si notano.
Ottima cosa aver messo delle panchine lungo il susseguirsi delle sale, ma abbiamo notato che entrare a un certo orario può essere poco salutare…Mi spiego. Siamo entrati alle 11, 30 e ne siamo usciti alle 15. Senza aver mangiato se non per la seconda colazione all’autogrill di Fiorenzuola, quindi appena dopo Parma. Eravamo orami in crisi glicemica! Potevamo svenire…o sbranare un qualche custode. E non sarebbe stato un bello spettacolo. Perchè non fanno un punto ristoro a metà tragitto? Eravamo talmente affamati che ci siamo goduti il panino del Burger King come se fosse quasi una manna…
Scherzi a parte, il vero difetto della mostra è l’illuminazione. In certi momenti è veramente troppo debole per poter apprezzare certi dettagli (ecco che torna utile l’audioguida per sottolineare la visione di alcuni dettagli). Certo se mi avessero dato anche un panchetto per capire come uno stupendo abito orientale fosse stato cucito e con quali punti ricamato, io sarei stata molto contenta, ma capisco che le mostre non calcolano che i visitatori possano essere rievocatori. Eheheheheheh!
Un altro difetto è il bookshop. Assieme a cose interessanti, come i cataloghi delle mostre precedenti (stupendo quello dei kimono giapponesi…Purtroppo non ne ricordo il titolo…uffi!) e i libri d’argomento (ma quasi nessuno della storia medievale medio orientali), c’erano anche cose abbastanza inutili e di dubbio gusto. Nessuna cartolina. Perchè? Ricordo quando andai a Treviso a vedere una mostra sull’antica Cina, mi portai a casa delle belle cartoline sui guerrieri di terracotta, esposti nella stessa. Qui nisba! Troppo caro per le cose belle, troppo inutile per i ricordini.

Una volta fuori, le chiacchere continuano ad allietare una giornata grigia e uggiosa, ma lo sguardo si posa sul Duomo (impossibile non notarlo!). Ammetto che sono sempre stata fortunata e mi sono trovata a Milano con giornate soleggiate, quindi nel ricordo il duomo è chiaro fuori e scurissimo all’interno con maestose vetrate che filtrano la luce. Ma non è così! Il Duomo è screziato con base grigia chiara, con venature rosate. Sono rimasta sbalordita. Devo tornare a vederlo…

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