Sono Pazzi Questi Arcieri!

Di solito in inverno i gruppi di rievocazione tendono a rimanere al caldo, a ritemprarsi dalle fatiche dell’anno, a costruire armamentari nuovi e/o vestiti nuovi o altre amenità del genere. Insomma il rievocatore medio è un animale da letargo.
Ieri ho scoperto che la variante arciere invece trova assolutamente divertente e stimolante ritrovarsi per gare invernali nel periodo più freddo dell’anno. Ho però il sospetto che sia una bieca scusa anche per ridere e mangiare come chissà…

Io non sono un arciere e non ho mai pensato di diventarlo. Insomma…sì…Robin Hood lo adoro, da bambina ho sognato di essere o fare come lui, ma il CLANG della spada contro l’altra e le smelle che si producono provocano una sensazione che il WHOSH della freccia nell’aria non può provocare.
Sono un fante pesante…terza linea, ma fante pesante.

Questo fine settimana passato però è stato divertente e rilassante, per quanto non fossi nel mio ambiente e conoscessi poche persone. Eppure…ci si guarda in faccia e si riconoscono vecchi amici, si rincontrano compagni di rievocazioni, si conoscono finalmente persone che feisbuck ti ha fatto conoscere (e finalmente le guardi negli occhi per capire chi sono), se ne conoscono di nuove…e tutte hanno lo stesso sguardo che ti fa sentire a casa.
Per la sociologia ufficiale e impaludata questa si chiamerebbe una sottocultura.
Per il mondo ggiovane sarebbe un insieme di nerd.
Per me e gli altri…beh ci dispiace che voi siate normali.

Perché il rievocatore, sperimentatore, archeologo o meno, storico o meno, trafficone, artigiano, di città o di montagna, uomo o donna, di periodi storici definiti o plurimi (tutte categorie assemblabili a caso o secondo un percorso ben definito) ha lo stesso sguardo curioso per ciò che lo circonda

trova affascinante qualunque oggetto naturale gli sia utile per la sua sperimentazione o ricostruzione, ringraziando l’amico che glielo ha procurato

quando si ritrova in gruppo è normale che sbuchi fuori un libro, fascicolo, documentazione, fogli vari ed eventuali, per controllare l’ultimo ritrovamento archeologico o confrontare l’ultima ricerca fatta

oppure si metta a costruire o a dare una mano a risistemare la strumentazione dell’amico o collega

oppure chiacchiera di storia, spaziando nel tempo e nello spazio

Ma quando il gioco si fa duro e le decisioni prese, chi c’è c’è. Gara, rievocazione, sperimentazione hanno luogo indipendentemente dal luogo e dal tempo, anzi a volte le avversità climatiche ti spingono a fare domande che non ti eri posto prima, ti spingono a forzare la tua forza di volontà o solo quella fisica.

beh un aiutino moderno aiuta… Un grazie a tutti coloro che hanno portato viveri caldi e riscaldanti che hanno permesso anche a me di non congelarmi del tutto. E soprattutto bella la condivisione tranquilla e umana. 

Grazie a tutti quelli che mi hanno accettata con un sorriso o solo con una chiacchiera.
Una pattona al mio ex Liberto (ricordati che ti ho venduto al Frate).
Grazie alla Sagitta Barbarica, a Nonno, a Mirco, a Monica e Sergio, a Moreno e Alessandra, al Mago e a tutti gli altri per il bel fine settimana di riposo, ma noi non tanto; per avermi fatto vedere meglio il “mestiere” dell’arco; per le risate; per gli spunti di domande; e per tanto altro ancora.
Vediamo cosa il futuro ci riserverà.

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