"Le crociate" di R.Scott

Aspettando il pc nuovo, mi limito a informazioni varie.
Quindi riprendiamo le recensioni sui film storici.

Le crociate” 
di R.Scott
[Kingdom of Heaven]

Ora io mi chiedo con che coraggio il regista ha accettato la sceneggiatura. Posso capire che non tutti sono degli storici e nemmeno degli appassionati; che il rigore filologico è un graal dei rievocatori cinefili; ma due domande a qualcuno che ne sa no?
Ammetto che il mio astio nei confronti del film riguarda soprattutto gli enormi svariosi sui Templari e sulle regole e sul peso politico e militare che essi avevano, insiema agli Ospitalieri (senza dimenticare tutti gli altri ordini monastico militari). Non ce ne è una giusta! Nemmeno per sbaglio…

Posso sorvolare sull’amore cinematografico della regina Sibilla per il nostro eroe (leggetevi “Sibilla, regina crociata” di Giuseppe Ligato, per avere un punto di riferimento storico della regina di Gerusalemme.): è un espediente per attrarre le giovani fanciulle a seguire i compagni a vedere un film di genere. C’era già stato già in “Braveheart” di Mel Gibson.

Posso sorvolare sugli abiti più fantasy che medievali. Il nostro bello vuoi che vada in giro in brache e calzebrache e soprattutto con infula? Giammai! Come potrebbe conquistare le suddette fanciulle (andate al cinema solo per vederlo. Della storia mica interessa loro…)?

Potrei sorvolare sulle tecniche di battaglia…anzi no! Se per le scene di massa posso capire che non è facile guidare squadroni a cavallo e fanteria leggera e pesante, con annessi arcieri, non posso assolutamente sorvolare sui duelli. Non mi esprimo sulla “posta del falcone”…in quel periodo utile e attuabile come uno zeppeling. Ma sul coccio magico? Ne vogliamo parlare? In una scena l’eroe atterra dei temibili templari neri (cotta bianca, croce patente nera, elmo pentolare), dopo aver perso la sua arma, con il manico di un vaso di coccio e ne atterra, credo, 2. Ora non ditemi che non fareste la fila per avere un coccio che resiste così tanto (ogni rievocatore sa che la vita media dei cocci, anche conservati con tutte le attenzioni, non arriva a molti anni). E poi provate ad affrontare, 5 vs 100, lanciando lo scudo. Tanto cosa serve lo scudo? Toglietevi il camaglio, senza infula imbottita sotto, come si fa con una cuffia: poi contate quanti capelli vi rimangono sulla testa. E il “bombardamento” di Gerusalemme…andiamo avanti, meglio.

Vorrei sorvolare sul fatto che il nostro eroe, fabbro (ricordiamocelo, anche se poi è figlio di cavaliere. Ma sorvoliamo…), riesce a rendere di nuovo fertile Gerusalemme grazie a un sistema di irrigazione, ma non ci riesco. Perchè nessuno ci ha pensato prima?

Poi la scelta “politica” di mostrare il Saladino buono e senza ombra è una scelta personale, che non condivido, ma che in fin dei conti non contesto. La Storia non è nè bianca nè nera, soprattutto dopo tanti secoli, che è difficile dare un giudizio solomonico.

Forse avrei un sacco di altre cose da dire, ma è meglio che mi fermi qui.
Il mio voto? 4
 

Partenza per le crociate?

Questa sera ha deciso di lasciarci Mario Monicelli, un grande regista che tanti film amatissimi ha regalato all’Italia. E’ una grande perdita…
Per chi ama il medioevo lui ci ha regalato il grandissimo personaggio di Brancaleone.

Egli ha guidato un cast stellare, ma umile, che dietro al direttore d’orchestra Gassman, da vita a un Medioevo scalcinato, ma multiculturale e multilingue, colorato ed emozionante.
Chi da bambino dopo aver visto questo film, non si è alzato in piedi, calzato una confezione di Pandoro come elmo, e partito per le proprie crociate, parlando in modo astruso?
Credo che chi ha la mia età, possa “incolpare” anche a questo film, la sua voglia di partire per delle crociate, solo rievocandole, cercando mondi nuovi da affrontare e da conquistare, senza tema.

Per una criticona come me di film storici, attenta ai dettagli più minuziosi (anche a quelli che spesso sfuggono all’occhio dello spettatore normale), giudicare questi film è facile e difficile alla stessa maniera. Si deve tralasciare la filologicità pura e stringata, e lasciarsi prendere dalle metafore, dai racconti, dalle sensazione, dai dialetti e linguaggi, dai canti e capire che quei film sono forse una delle migliori rese del cinema italiano sulla Storia, senza doversi alzare a manierismi e cercare pubblico di eletti (un giorno vi parlerò anche del “Mestiere delle armi” di Ermanno Olmi. E lì capirete cosa intendo).
Non parliamo poi dell’ironia e della comicità geniale, supportata da una sceneggiatura impareggiabile. C’è solo da inchinarsi!

Tornando al motivo per cui stasera ho scritto, mi rendo conto che tutte le parole possono essere retoriche e banali, quindi ritengo doveroso salutare Mario Monicelli, con un estratto intenso di “Brancaleone alle Crociate”.

E mi raccomando…a salutarlo si vada uno per volta “in fila longobarda”.

"Robin Hood" di Ridley Scott

Come detto nel test, il vero rievocatore è il peggior compagno che vorreste al cinema mentre vi godete un film storico. Sempre che non siate voi stessi un rievocatore, perchè allora sarebbe una bella sfida a chi nota più particolari sbagliati o chicche storiche inaspettate.
Ho deciso, aspettando che mi passi l’influenza e mi metta a postare esperimenti storici un po’ più “gustosi”, di dire la mia sui film storici, o ingiustificamente classificati tali, che sono usciti e che io abbia visto. Il parere è assolutamente personale, spinto dal mio gusto cinematografico, dal mio modo di approcciarmi ai film e dal mio parere storico.
Il primo film è in ordine di tempo quello visto per ultimo.
“Robin Hood”  di Ridley Scott.
Da un regista del genere ti aspetti un gran lavoro e curato, ma purtroppo nel tempo ha preferito affidare il suo talento al concetto di blockbuster, piuttosto che all’attenzione registica e di sceneggiatura.
Sceglie di rivedere la storia del leggendario arciere inglese, ambientandola dopo la morte di Re Riccardo Cuor di Leone, durante il regno di Giovanni Senza Terra e in evoluzione verso la Magna Cartha.
Quindi siamo indicativamente nel 1100, eppure i vestiti dei nobili sono di ispirazione trecentesca. Eppure i vestiti sono meravigliosamente resi e riprodotti, quindi verrebbe voglia di passare oltre e di godersi finalmente una resa sartoriale medievalmente credibile.
Anche la storia d’amore viene ripresa e Robin e Marian sono “costretti” a innamorarsi, ma il meccanismo è un già visto. Avete presente “Sommersby” (1993)? Bhe, il meccanismo è lo stesso: un uomo si scambia per il marito della bella di turno, se no lui rischia la vita e lei tutti i suoi beni (senza parlare poi del suo onore). E qui il film decade…
Poi va di moda che la bella di turno sia anche una donna di coraggio e soprattutto combattente. A mio parere lady Marian è sempre stata una donna di polso che sfida un po’ l’etichetta del suo tempo, però rimane un bel personaggio femminile pieno di fascino che non ha bisogno di mettersi in armi per farsi valere. Qualcuno obietterebbe che il mio è maschilismo, ma chi mi sta accanto in combattimento sa che una donna in armi è per me la cosa più normale del mondo! Alla Marion di questa versione basterebbe (e credetemi non sarebbe cosa da poco) amministrare con forza e intelligenza il suo feudo, senza mettersi alla testa di una serie di ragazzini sui pony.
Parliamo poi di Nottingham. Nel film pare una uno sgarrupato e diroccato insieme di casupole mezze rotte, vittime del calo demografico dovuto alle crociate e del continuo ladrocinio di bambini orfani vestiti da “demoni”. E allora lo Sceriffo che ci sta a fare? In quel periodo la carica di sceriffo mica si dava al primo sconosciuto da allontanare; non era un incarico statale per togliersi un impiccio. Solo se le città raggiungevano un certo numero di abitanti potevano permettersi lo sceriffo. Vabbè vorrà dire che per Scott, il nostro impiegato stava per cambiare ruolo…
L’allegra combriccola…Beh almeno quella mantiene lo spirito originario, anche se bisognerebbe dare una regolata al registro delle canzoni: ah le famosissime ballate irlandese medievali ottocentesche (o giù di lì)!!!
E poi Fra Tac. Chi ha visto la versione della Disney è stato traviato per sempre: un grasso tasso sempre allegro e pronto a dare una mano se ce ne fosse bisogno. Bhe, anche qui, siamo sullo stesso stile e questa è stata una cara certezza che ha reso la visione molto più tranquilla.
L’ultimo commento lo lasciamo all’esercito.
Primo: perchè il re di Francia, dopo aver speso soldi e tempo in corruzione e assassini, dovrebbe, per conquistare l’odiata Inghilterra,decidere di attaccare proprio sulle bianche scogliere di Dover?
Secondo: perchè il re d’Inghilterra, dopo aver saputo che il suo odiato rivale gli sta soffiando il regno, dovrebbe andare a difendersi in battaglia senza fanteria? Cosa serve la fanteria in fin dei conti? Bastano cavalieri e arcieri. Milioni di battaglie nella storia lo hanno dimostrato…Ma chi è stato il consulente strategico? Il puffo burlone? Posso capire che nel film solo cavalleria e arcieria (su cavalli) possono raggiungere Dover in un giorno dal nord, però ci sono tanti stratagemmi per rendere credibile un esercito in marcia. In fin dei conti Cesare faceva marciare i suoi soldati per giorni senza pause per raggiungere il suo campo di combattimento. E di solito vinceva.
Terzo: lo sbarco in Normandia a Dover ante litteram. Vabbè, se avete visto il film avete capito.
Quarto: la carica dei bambini sui pony. A quel punto se uno spettatore avesse avuto il ritegno dei propri soldi spesi e della preziosità del proprio tempo, si sarebbe alzato e avrebbe chiesto il rimborso di una parte del biglietto. Perchè non lo si fa? Perchè nessuno rimborsa il biglietto e poi perchè il fin dei conti lo spettatore è un po’ masochista e un po’ curioso: alla fine tutti vogliono vedere come va a finire.
Quinto: l’immancabile combattimento in armi in acqua. Vagli a spiegare che in cotta di maglia in armi vai a fondo come una palla da booling con un giarone attaccato! Però fa tanto medioevo (come la iuta). E poi come fa il nostro eroe a mostrare alla sua bella, la quale è venuta a combattere sotto mentite spoglie, che farebbe qualsiasi cosa per salvarla? Regalarle un bel castello intero, no? Un esercito tutto per lei, no? Anche un diamante mica fa una brutta figura in tempi di crisi.
Sesto: le frecce telecomandate. Stendiamo un velo pietoso.
I personaggi storici poi vengono dipinti secondo una precisa visione in cui tutti i potenti sono un po’ stupidi e un po’ carogne, mentre i buoni sono solari, scanzonati e furbi, ma tanto amorevoli. Discutibile questa visione, però perdonabile.
Dopo aver espresso la mia critica (e sono convinta che molto l’ho dimenticato), quale è il mio voto? 6–. Perchè così altro direte. Perchè la fotografia e l’attenzione per certi dettagli , anche scenografici, rendono il film alla fine gradevole a vedere, ma una sola volta.
Spero solo che non si abbia l’impudenza di fare un seguito. Anche se temo molto che potrà accadere, prima o poi…