Il mercato degli schiavi ad Aquileia

Facciamo un salto indietro di quasi mille anni o più e raccontiamo un momento di vita quotidiana dell’Antica Roma: il mercato degli schiavi.

La schiavitù nel mondo antico era una forza lavoro a quasi costo gratuito, dico quasi perché anche se non gli si dava uno stipendio comunque bisognava garantire vitto e alloggio.
Le condizioni di vita di uno schiavo variavano dal ruolo che lo stesso ricopriva e anche dalla magnanimità del padrone, ma ricordiamo che mentre lo schiavo che compiva un delitto contro il padrone veniva come minimo marchiato a fuoco e come massimo condannato a morte, il contrario era punito con una pena pecuniaria.
Lo schiavo rientrava per il diritto romano nel novero delle cose, o meglio nel novero delle cose con parola: instrumentum vocale.
Quando lo studiai per l’esame di storia romana mi rimase impresso nel cervello questo termine, perché denota uno spregio totale per la vita umana in quel momento, per la vita umana del singolo.
Sottolineo del singolo perché al contrario di quello che capitava nelle altre civiltà (per quello che ho studiato) nel mondo romano non solo era possibili l’affrancatura, ma anche una volta libero la scalata sociale.
Certo, il nome aveva un valore, la per fortuna per la società romana la meritocrazia (e a volte anche il peso del borsellino) aveva un valore doppio e magari un uomo diventato liberto (cioè ex schiavo, anzi uno schiavo affrancato dal padrone) poteva sperare per i propri figli o anche per i propri nipoti magari anche un posto di rilievo e di potere (se pensiamo al potere che avevano i liberti dell’imperatore Claudio).
 
Partendo da questa premessa, mi permetto di raccontarvi la prova generale messa in scena a “Tempora- Aquileia” che si è svolta nel fine settimana passato.
Fra un caldo afoso (ma l’aria tirava ovunque, tranne nel campo romano. I soliti celti “raccomandati” stavano benissimo! Uffa!) e sabbia sabbia sabbia sabbia (che ho portato a casa a chili), si è svolto un bell’evento di rievocazione romana e celta, un modo per raccontare la storia di una cittadina di provincia che tante ne vide nel correre della Storia.
Col mio gruppo romano Vicus Italicus ci stiamo occupando di rifar vivere la vita civile romana, proponendo non solo tanta didattica e laboratori per i bambini, ma anche momenti di ricostruzione di vita quotidiana cittadina.
Quale miglior cosa se non il mercato degli schiavi?
 
Ammetto che la cosa mi è interessata da quando, lasciandomi alle spalle un gruppo di rievocazione romana e tutti i ricordi, tagliandomi i capelli cortissimi, non mi è stato più possibile interpretare una matrona o una domina romana. Mi direte “metti dei capelli posticci”, ma io rispondo e faccio “meglio far la schiava” e quindi rifaccio abiti e situazioni, mi “vendo” a Caeco (“Fabio è vero che non rompi le scatole?” “Eh???” “Se mi vendo a te.” “Cosa?” “Io mi vendo a te, tu non rompi le scatole così io non sono costretta a farti del male.” “Ci sto:” “Fatta!” Beh è andata più o meno così la mia vendita seduti su una panchina in mezzo al Vicus con gli altri che ridevano) e studio un po’ le cose. Con calma perché comunque il medioevo incalza, la fatica anche, la scherma tanta e la distrazione regna sovrana. 
Occorre la presenza della Cinzia a farmi ricordare che io viaggio su altri ritmi o meglio che lei corre come una centrometrista e io devo prendere la macchina per starle dietro.
 
Per Aquileia non mi dice nulla, ne avevamo parlato del progetto, ma speravo di pianificarlo meglio (sì lo so sono piedi di piombo, ma sono anche una perfezionista), mentre lei mi ha proprio buttato nella mischia e nel giro di due giorni abbiamo pianificato la cosa, fra sabbia caldo e qualche didattica.
E così domenica pomeriggio, dopo aver mobilitato tanti gruppi chiedendo a destra e a manca chi di loro si prestasse a farsi vendere come schiavo o a comprare come padrone, mettendo il microfono in mano a me per una minima didattica e poi a Dario Battaglia per fare il banditore, abbiamo fatto un gran bel mercato degli schiavi.
Mentre io mi imbarazzo a fare didattica con il microfono e taglio la cosa in modo velocissimo, alle mie spalle gli schiavi stanno subendo la prima esamina da parte dei compratori e il banditore sovraintende alla cosa in modo che non vengano rovinati gli schiavi stessi.
dettaglio dei compratori che controllano la merce.
Il banditore spiega ai compratori le caratteristiche degli schiavi e aspetta le loro proposte. Come potete notare abbiamo anche coinvolto persone del pubblico fra i compratori. Un plauso a loro che si sono ben buttati in questa avventura.
Il lanista sceglie gli uomini da allenare e combattere per i ludi gladiatori…
…e a sorpresa compra anche me! Non sa cosa gli aspetta. Non vede la posizione strafottente? Se  pensa di potermi piegare, povero lui!
dettaglio delle schiave: origini e costumi diversi.
dettagli: schiavo numida e madre e figlio schiavi.
Per fortuna il bambino è stato comprato insieme alla madre, ma in antichità non era detto.
Ringraziamo il giovane del pubblico che ha comprato madre e figlio, anzi, come ha detto lui “donna con figlio in allegato”.
Un ringraziamento a tutto il Vicus per il sostegno e la follia, ad Ars Dimicandi per aver partecipato in forze alla cosa, al gruppo V.I.R di rievocazione romana, ai gruppi celti che si sono prestati.
Questo è il primo passo, ho già in mente cose, oggetti, scene che renderanno ancor meglio la cosa.
Grazie al caterpillar Cinzia per aver gestito tutto, ma tranqui ora so cosa devo fare. 
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