Le maghe Tessale

“L’efferata Erictho, condannati tali barbari riti,
e incantesimi di una gente sinistra perchè troppo pietosi,
aveva sospinto la sordida arte a nuove pratiche.
Era per lei un sacrilegio inchinare il macabro capo
ai tetti di una cittò o ai Lari; abitava in vuoti sepolcri
e occupava i tumuli, scacciate le ombre, grata
agli dei dell’Erebo. Né i Celesti, né l’essere viva
le impedivano di assistere alle silenti riunioni dei morti,
di conoscere le dimore dello Stige e i misteri del sotterraneo Dite.
Un’orribile magrezza scavava le guance della sacrilega, e la faccia
ignara del cielo sereno era orribilmente oppressa
dal pallore stigio e gravata dalla chioma scomposta. Se un nembo
o cupe nubi offuscano le stelle, la Tessala esce
dai nudi sepolcri e cerca di catturare i fulmini notturni.
Dove calpesta, brucia il seme di una messe feconda
e con l’alito corrompe l’aria che prima non era mortale.
Non prega i Celesti, non invoca con supplice canto
l’aiuto d’un nume, ignora le fibre propiziatrici;
s’inebria nel porre sulle are funeree fiaccole
e incenso che ghermisce dai roghi funebri.”

Marco Anneo Lucano “Farsaglia”
[libro VI, versi 507-526
edizione bur. traduzione Luca Canali.]

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Dalla storia alla leggenda e alla letteratura

A fine ottobre siamo abituati da tempo a festeggiare Halloween, senza davvero capirne non tanto l’estetica, ma la nascita storica o l’esigenza che c’era dietro.
Un tempo la morte era non solo parte integrante della vita di ogni uomo, inevitabile ma assolutamente naturale, ma soprattutto rappresentava l’ignoto. E questo carattere ambivalente ha fatto nascere l’esigenza di funerali. Incenerazione, tumulazione, piramidi, tombe, necropoli, posizioni fetali, arredi, feste religiose, sacrifici, banchetti,  maschere degli avi, processioni, fiori e piante sempreverdi: chi più ne ha più ne metta!
Eppure da tutto ciò sfuggono alcuni morti…

http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/mostre/castelfranco_sepolture_anomale.htm

In tutto il mondo si trovano sepolture diverse dalla massa.
Mani e piedi staccati dal corpo, ma lasciati nella tomba.
Chiodi conficcati in spalle, bacini, testa.
Vi fa venire in mente qualcosa?
Ecco che la festa di Halloween appare non tanto un insieme eterogeneo e senza senso, ma come il frutto storico di paure e contromisure ad esse. E le contromisure non sono patrimonio nè del paganesimo nè del cristianesimo, ma si sono adattate alle credenze delle singole comunità.