Secondo Stage Scherma Medievale con la Mansio

Di questo secondo stage non ho foto da postare, visto che causa spostamento della data pochi sono riusciti ad esserci.
Comunque abbiamo ben lavorato.
Il Maresciallo ha fatto un corso intensivo a fratel Rolando dalle 10 alle 16, tolta la pausa pranzo; ed io ho insegnato tutti i colpi alti ai novizi.
Mi è piaciuto notare come a distanza di un mese le cose fossero rimaste in mente e malgrado la stanchezza mattutina e la coordinazione, si è potuto aggiungere materiale e provare molte più cose.
Lavorare in modo organico mi ha fatto capire come sia per i novizi più comprensibile:
colpo x dritto e roverso; risposta/difesa y dritta e roversa.
Quello che mi ha sorpreso maggiormente è stato notare che al pomeriggio messi l’uno contro l’altro a coppie si rendessero conto da soli dove sbagliavano.
Facendo un paragone con noi veterani, trovo questo approccio all’esercizio schermistico molto stimolante non solo perché permette di far capire meglio il gesto, ma anche per notare che le cose non si fanno passivamente ma si cerca di ragionare.
Tutti i nostri allenamenti settimanali hanno una componente fisica e una componente teorica: essendo in pochi il Maestro può seguire con attenzione ognuno di noi e notare errori e potenzialità. In più è assolutamente interessare come ognuno di noi ragioni in modo differente in base alle proprie capacità fisiche, costituzione e “mentalità bacata”.
Vedere questo ragionamento nei novizi è stimolante e mi spinge maggiormente non solo a cercare di capire per divulgare al meglio e cercare dall’inizio a non avere difetti grossolani, ma anche a capire meglio il gesto atletico non visto in senso teorico ma pratico.
Vedere di fronte a noi un avversario e non un nemico è un cambio mentale importantissimo perché si elimina la scarica adrenalinica negativa (fatta per fare male), preferendo quella costruttiva che attiva muscoli e cervello.
Il secondo stage è stato comunque costruttivo e impegnativo e l’allenamento di ieri sera è stato massacrante per me e il Maresciallo, dovendo seguire i ritmi di coloro che non hanno potuto esserci e quindi erano freschi.
Tante domande sono venute fuori, ma anche tanti stimoli.
Prossimo step è far analizzare dal Maestro i filmati della volta scorsa e confrontarli con quelli che faremo al prossimo allenamento settimanale.
Abbiamo veramente tanto lavoro da fare, anche a livello fisico e atletico, che malgrado le passeggere incavolature c’è solo da essere positivi e stimolati.
Indicativamente il 21 aprile avremo il terzo stage.
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Riflessioni notturne post allenamento

Stasera sono proprio stanca.
Partivo già con la schiena mezza bloccata, ma non ho voluto saltare l’allenamento. Scherma medievale è l’unico sport, chiamiamolo così, a cui non mi do scusanti per bigiare.
C’è qualcosa che mi spinge ad andare.
Non è arroganza, perché sono un veterano per anzianità non certo per eccellenza.
Sono scordinata, mi dimentico le sequenze, tendo a perdere il baricentro. Tutte cose che non vanno bene. Tutte cose che si notano quando si fanno i duelli in libera. Stasera mi sono beccata almeno 3 colpi non visti in testa dal Maresciallo. Tre colpi che mi hanno rimbombato nella testa e nel naso.
Tempo, distanza, opportunità.
Tutte cose che si imparano, ma che devono diventare meccaniche.
Non ci sono ancora.
Eppure questo invece che scoraggiarmi mi sprona.
Chi mi conosce sa che tendo alla pigrizia e che dico sempre che devo andare in palestra ma non ci vado mai.
Eppure un’ora e mezza di scherma è fatica, ma mi ricarica.
Mi mette a confronto con me stessa e coi miei problemi.
E’ il limite oltre al quale devo andare.
Il limite oltre la schiena bloccata e dolorante; il limite oltre al ginocchio che scricchiola e che deve essere supportato dal tutore; il limite oltre all’altro ginocchio che ogni tanto si offende. Il limite oltre il destino che mi porto dietro.
So che posso andare oltre a quel limite, lo sento, lo capisco e lo percepisco.
Indossare il tutore nello spogliatoio precede lo stesso gesto in rievocazione sotto le calzabrache.
Scaldare i muscoli prima dell’allenamento precede la preparazione alla battaglia.
Indossa ogni singolo elemento dell’armatura è ricordarmi che posso farcela.
Chi non mi conosce, chi non ha passato con me i momenti difficili legati al fisico non capirà quanto per me ogni singolo allenamento sia un vero inno a me stessa, a quello che posso fare e che potrò fare, al sentirmi viva.
Stasera gira così, dopo aver fatto un allenamento curato, faticoso, io e mio fratello e basta col maestro (certo che se il Maresciallo non avesse atterrato Saetta dopo 2 minuti di libera, magari riuscivamo a fare di più), gira che tutti muscoli domani saranno offesi e non mi parleranno, ma alla fine va bene così.
Buona notte.