Tintura naturale: teoria. Seconda puntata.

La seconda puntata prevede di chiarire un po’ il laboratorio e di quello che abbiamo fatto.

Abbiamo avuto un sacco di informazioni mentre sperimentavamo e alcune di esse vagano ancora senza appiglio nel mio cervello. Vediamo se, scrivendo queste pagine di blog e rivedendo gli appunti, riesco a dare loro una sede.

Primo passaggio: la mordenzatura.
Essa è fondamentale per permettere al tessuto di prepararsi ad accogliere il colore, ma soprattutto che al colore in modo che si agganci alle fibre.
Vari sono i tipi di mordenzature, ma noi ne abbiamo scelti due, per capire visivamente le differenze di resa: tannini e allume.
I tannini sono composti chimici vegetali conservati nelle piante, dalle cortecce di castagno a bucce di melograno (due esempi a caso, per farvi un’idea); essi possono essere anche considerati colori dando una sfumatura che varia dai marroni, ai grigi ai rosati.
L’allume invece, di origine minerale (è l’allume di rocca. Si trova in farmacia), ha la qualità di non modificare il bagno di colore successivo. Ottimo per le fibre vegetali, mentre le quelle animali sarebbe meglio sostituirlo con il cremor tartaro (sì, quello per fare i dolci se non volete usare il lievito chimico).
La quantità del composto della mordenzatura va calibrata in base allo stesso e messa il relazione con il peso del tessuto da tingere.

Preparazione allume:
sciogliere in acqua calda (basta un barattolo) e aggiungervi della soda solvay in proporzione (questa parte chimica, si allontana molto dalla mia visione “rievocativa” del laboratorio, ma tant’è, bisogna imparare le basi per capire come tornare indietro nella storia); poi fare bollire il tutto con le fibre.

Preparazione tannini:
decotto la sera prima della corteccia con acqua e un’aggiunta di un poco di ammoniaca.
Il giorno dopo si fa ribollire il decotto. Poi lo si filtra e si scola ben bene.
Aggiungere acqua per poter arrivare al volume corretto per il filato da mordenzare.
Mettere a bollire col tessuto.

Esempio di preparazione di mordenzatura coi tannini.

Il bello della mordenzatura è che puoi riutilizzare la corteccia o l’acqua con l’allume finché risulta che faccia il suo lavoro.
Logico che se parliamo dell’allume, il suo riutilizzo dovrà prevedere un aggiunta di allume “fresco” e quindi una modifica della percentuale in base al peso del tessuto da tingere.
Okkei, sembra una roba complicatissima, invece no. Bisogna solo ricordarsi di non esagerare con il prodotto che mordenza.
Ah, l’acqua con allume si può anche congelare e conservare nel frigo a pozzo! Che bello!!

La tintura naturale rivela il concetto di riciclo che spesso si è studiato nei libri di storia.
Di certo i risultati saranno diversi, ma quante volte ho letto e spiegato ai bambini il concetto di colore e bagno di colore! Ora vederlo fare, realizzare da forza alle parole.

Michela e Alessia le nostre insegnanti.
Bello vedere come anche nelle amicizie e nelle collaborazioni le persone, per lavorare bene, si devono compensare per carattere e per atteggiamento!
Sembrano così diverse, ma si vede quanto la loro diversità le sta stimolando a fare sempre di più.


Come smaltire la mordenzatura con l’allume?
Beh ce lo siamo chieste. Essendo un laboratorio di tintura naturale, fatto in una casa laboratorio molto attenta a questa questione (datemi tempo di ritrovare il librettino che ci hanno regalato e ve ne parlo un po’), la domanda è stata logica. La prima risposta è stata un’enorme punto interrogativo, perché non si era sicuri né che fosse tossico per l’ambiente né che non lo fosse. Quindi, tirando le somme e andando a logico, si è pensato che fosse meglio scaricare l’acqua + allume nel water piuttosto che nel lavandino.
Mentre per quella coi tannini non dovrebbero esserci problemi, ma in caso di dubbi sempre meglio preferire le acque scure per il riciclo che quelle chiare.

Boh, spero che questa seconda puntata sia lievemente chiara, perché rileggere i miei appunti è stato un po’ come fare archeologia e soprattutto è stato un tentativo di capire se allora avevo capito qualcosa.
E la risposta è…ho molti dubbi!
So che mi devo prendere dei libri fondamentali: leggere, nero su bianco, dosi, proporzioni e materiali è assolutamente utile e fondamentale.