Abiti islamici

Chi fa il rievocatore deve spulciare di tutto per poter ricostruire il periodo interessato.
La parte più divertente è quando ti “tocca” andare alle mostre.
Sabato mi è arrivato il catalogo (grazie Commendatario!) della mostra vista il 9 gennaio a Milano. Quante cose meravigliose che posso continuare a vedere! Se non riuscite a vedere la mostra, ma siete interessati al periodo, ordinatelo alla casa editrice Skira.

Fra tutti i reperti quello che voglio farvi vedere (visto che riguarda uno dei due argomenti che dovrebbero guidare questo blog) è un abito femminile dell’Iran orientale della fine del XIII sec-inizio XIV secolo.
La foto non rende l’effetto della leggiadria e del gran lavoro di ricamo che lo adornano.

Stupiscono le lunghissime maniche (credetemi molto lunghe). Come le portavano? Le mani venivano del tutto coperte?
Stupisce anche il buco per la testa che risulta piccolissimo (spiegabile comunque con una stazza logicamente molto più esile e minuta di quella odierna), ma soprattutto decentrato. Vedendolo dal vivo ci siamo chiesti come potessero indossarlo…
Il tessuto è simile alla garza e quindi presuppone l’utilizzo di un primo abito sotto. Di che colore? Scuro per dare maggiore risalto al ricamo? Chiaro per amalgamare il tutto?

Lo stesso ricamo che nella foto risulta nero, ma che in realtà è un marrone molto scuro.
Il punto che viene usato dovrebbe essere il blackwork o almeno gli assomiglia molto. E la cosa non è curiosa perchè mentre in Europa questa tecnica ha il suo massimo splendore nel periodo elisabettiano, in medio oriente era diffusissimo da tempo.

Per chi fosse interessato a saperne di più di questa tecnica vi consiglio questo sito veramente fatto molto bene e pieno di cose interessanti anche per imparare questo ricamo.

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