Gemellaggio a 3…con sorpresa!

Come ogni anno verso Novembre o verso Febbraio due gruppi di folli rievocatori si muovono senza tende, armamenti e vestiti storici, ma con tutta la loro contemporaneità e follia per trovarsi.
“Templari sotto spirito”.
“Grifoni alla parmigiana”.
Ovvero Mansio Templi Parmensis e Grifoni Rantolanti in trasferta.
Ci conosciamo credo da quasi 8 anni; prima Quattrocastella, poi la mia appendicite ad Altopascio e non ci siamo più lasciati. Sembra quasi un rapporto amoroso…ahahahahahah!
Beh in un certo senso…
Quattro anni fa, dopo anni di sole rievocazioni, abbiamo deciso che, sì, ci mancavamo reciprocamente e che, sì, per una volta ogni tanto potevamo fare qualcosa di più rilassante e quindi il 14 febbraio abbiamo sancito, con rispettivi regali, in terra Friulana il gemellaggio. Nello stesso anno abbiamo replicato in terra parmigiana in novembre. Poi abbiamo deciso che la crisi ci avrebbe messo in crisi e quindi la rievocazione del gemellaggio si sarebbe compiuto una volta all’anno alternandoci.
Organizzare un gemellaggio non è mica facile e di solito impieghiamo almeno due mesi a decidere la data e a coordinarci tutti quanti, ma alla fine arriva l’ora zero e siamo pronti!
Quest’anno poi è stato strano.
Vengo da un periodo altalenante. Mi rendo conto che fare il rievocatore e tutto quello che comporta (lo studio, la ricostruzione, il confronto, la documentazione, la sperimentazione e gli allenamenti) è quello che più amo fare. Poi mi rendo conto che è una progettazione senza un futuro certo, senza una credibilità sociale, senza speranze mi viene da dire. E allora salgono i pensieri. E i pensieri sono sempre oscuri…
Quando poi decido che tanto quello che amo fare è quello che amo fare e non c’è santo che tenga che riesca a tenermi lontano da tutto ciò, allora mi rimbocco le maniche e spesso sale anche la rabbia.
Quindi il pregemellaggio era foriero di stanchezza e pensieri e dubbi e stanchezza (so che l’ho già detto, ma era un rafforzativo, insomma!).
Poi la bolla è scoppiata e sinceramente i pensieri sono andati a farsi friggere, anzi sono proprio stati presi a pedate!
Primo perché, anche se non c’era la vecchia guardia Grifonica, quando “guelfi” e “ghibellini” (improprio chiamarci così, ma è un bel modo di scherzare fra di noi) si ripigliano scocca la follia. E si ride, ci si prende in giro e si ricordano brutte figure e bei ricordi. Se poi, quando meno te lo aspetti, spuntano dalla porta di casa del Conte Marc il Siniscalco e alcuni dei Blanc Manteaux, allora salgono agli occhi lacrime di felicità.
Tutto ha preso una piega leggera, tranquilla, solare: tutte le emozioni moltiplicate per tre.
Sabato sera a mangiare tortelli, torta fritta & salume!

In una sala affollata di gente normale noi ce ne siamo propriamente infischiati e abbiamo fatto tutto quello che facciamo normalmente in campo: casino. Cantare, ridere, foto, scherzi, “chi è in mezzo” fino a quando ci hanno benevolmente cacciato all’ 1.00 di notte.
Il giorno dopo poi doppia visita a Roccabianca: rocca e November Pork.

E non ci hanno fermato nemmeno i disguidi tecnici. Perché di ogni piccolo e normale ostacolo riusciamo sempre a farci una risata in più.
Ci hanno scaldato chiacchiere e anolini (conquistando friulani alla follia).

E poi quando, dopo un giro veloce della pista, abbiamo riaccompagnato i grifoni alla stazione (in treno??? O_o), senza nemmeno il tempo dei saluti che portano alla tristezza, quelli che ti fanno capire che la bella giornata è finita e tocca archiviarla nei bei ricordi, tutto continua coi francesi.
Premetto che non ho studiato il francese, non so il francese, ma da quando li conosco inizio a capire il francese, ma da qui a passare con loro 5, mio fratello e lo Duca Nostro tutto il pomeriggio della domenica portandoli a far vedere il Battistero (ne sono rimasti entusiasti) e parlare di storia, rievocazione e sperimentazione, beh è stato veramente troppo per il mio povero neurone!

Quello che non ho potuto fotografare è la mia gioia per il fine settimana appena trascorso; per tutti gli stimoli che mi hanno ridato forza per continuare a fare il rievocatore; per tutte le emozioni provate.
Quando sono ritornata a casa con mio fratello continuavo a sorridere e quasi a saltare come una bambina.
Grazie Grifoni Rantolanti per essere gli Amici di sempre.
Grazie ai Blanc Manteaux per essere i Confratelli di sempre.
Grazie agli Amici veri, agli amici conosciuti, ai nipoti ghibellini acquisiti.
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