Che noia che barba le foto in bianco e nero

Un piccolo sfogo.
Veloce. Fidatevi.

Ma è mai possibile che nei libri di storia, di arte, nei cataloghi (quelli meno costosi, ma non è detto) debbano pubblicare foto in bianco e nero di reperti iconografici quali dipinti, tessuti, architettura e anche scultura?
So benissimo che è una scelta editoriale visto che le foto in bianco e nero costano di meno di quelle a colori, ma allora non mettetele! Non fate il catalogo! Non citate nello scritto, sottolineandone colori e sfumature!
E’ una presa in giro per il lettore.

Okkei lo so, io sono fiscale, noiosa e puntigliosa, ma tutti dovrebbero esserlo.
Dovremmo pretendere traduzioni fedeli, impaginazioni corrette e foto decenti, perché l’editore fa un patto con noi quando noi gli compriamo un libro. Un patto di fiducia e rispetto. Io non gli do soldi falsi e lui non mi da un prodotto a metà.
Ho amici piccoli editori che fanno i salti mortali per riuscire a dare alle stampe buoni prodotti, perché sanno che solo dando buoni prodotti potranno farsi conoscere e far vedere quanto valgono.
Inizio a temere che le grandi case editrici possano aver perso questo fuoco sacro…

Comunque, tornando alle foto in bianco e nero: che facciamo?
Datemi un’idea per poter chiedere, pretendere e ottenere (sento una fortissima risata provenire dall’aria) che le foto siano alla stessa altezza del prodotto che si compra?

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