Mostre: Le grandi vie della civiltà (Trento)

Domenica si è chiusa questa mostra. Oserei dire che è stato un peccato che sia durata così poco (appena 4 mesi e mezzo). Io sono riuscita ad andarci sabato, ritagliandomi tempo e denaro e usandola come scusa per passare a prendere amica e poi passare il fine settimana con gli amici.

La mostra era allestita nel meraviglioso castello del Buonconsiglio di Trento, fortezza del XIII secolo rimaneggiata nei secoli, ma che si staglia imperiosa e meravigliosa in una cittadina che conserva molto del suo passato medievale (per decisione dei due componenti della spedizione, io e la hobbit, abbiamo evitato il più possibile la visita della città, rimandandola a data non troppo da destinarsi, magari anche sotto Natale, con gli altri amici, per una bella gitarella spensierata).

Fra le stanze e i piani del castello la mostra si dipana, purtroppo senza una buona segnaletica, per cui quasi subito ci siamo perse, colpa anche della meraviglia del castello che ci ha costrette a guardarci attorno e a entrare in tutte le stanze dove fosse possibile farlo. Anche perché, devo dirlo con enorme piacere, il prezzo del biglietto, comprensivo di mostra e castello, era solo di 8 €.
Ora soffermiamoci un attimo su questa cosa, perché è rara. Quando mai una mostra con così tanti pezzi, che si estende per molte sale, con teche a temperatura controllata, è costata così poco? Quando mai un biglietto singolo per due visite? A me non era mai capitato. Trento è una città civile.

Altro aspetto che mi ha fatto innamorare della gestione della mostra è stato il fatto che si potessero fare foto. Non fare foto al solo castello, ma anche a tutti i reperti esposti! L’unica accortezza era non usare il flash.
Che meraviglia!
Che liberalità!
Finalmente un venirsi incontro, anche a coloro che non possono permettersi il catalogo (costo €60. Ci stanno tutti, visto la mole, sui 600 pagine, vista la carta patinata, ma di questi tempi non sempre è possibile comprarlo), ma o vogliono avere un ricordo o vogliono poter studiare quel reperto che hanno visto e di cui necessitano per le ricerche e ricostruzioni.

Altro aspetto positivo è la gentilezza e la cordialità dei custodi i quali monitorano ogni visitatore, ma non lesinano le informazioni richieste e a volte scambiano anche qualche cordiale chiacchiera. Alla fine un atteggiamento civile e socievole è un bene raro che fa ben piacere trovare.

Questa statua di figura femminile è l’emblema della mostra.

Reperto da Pomezia (Roma), Santuario orientale di Minerva
terracotta
metà V secolo a.C.

A furia di guardare reperti e fare foto devo ammettere che mi è sfuggito il vero senso di questa mostra.
Lo spazio temporale e spaziale che ricopre è vasto e lungo.
Navicella nuragica,
da Bultei (Sassari), località Is Argiolas
bronzo
VIII secolo a.C

Erma con ritratto
da Aulio (Trento)
III secolo d.C.
La scelta dei reperti si spande in tutta la società umana sia civile, maschile e femminile, che quella militare.
Collare
da Waltershausen, Markt Saal an der Saale (Germania)
bronzo e corallo
III sec. a.C.

panoplia da un corredo funebre di ispirazione greca
da Conversano (Bari)
bronzo laminato
fine IV sec. a.C.
Molti reperti giungono da ritrovamenti in corredi funebri.
Si spazia anche nelle popolazioni.
corredo funebre di guerriero celta
da Hallstatt (Austria) tomba 994
V sec. a.C.


La vita quotidiana viene palesata nella sua tecnica, nell’artigianato, nella sua praticità, nel suo senso artistico.

da corredo funebre femminile
Matelica (Macerata)
ultimo quarto VII sec a.C.

statuetta a forma di cavallo con ruote
da Podzemelj (Slovenia)
terracotta
VIII-VII sec. a.C.


dee madri o veneri neolitiche
di varie epoche e luoghi.

bracciale
da Porto Torres (Sassari)
oro
seconda metà del III sec. d.C.
E tante altre foto sarebbero da mettere, ma non c’è spazio per un catalogo in questo blog.
Spero di poterle utilizzare in altri argomenti, visto che c’era di tutto dai gioielli agli attrezzi, alle armi e agli strumenti di tessitura, per non parlare di un reperto tessile celta.
Una mostra che è valso andare a vedere in tutti i suoi aspetti e luoghi.
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