Che noia che barba le foto in bianco e nero

Un piccolo sfogo.
Veloce. Fidatevi.

Ma è mai possibile che nei libri di storia, di arte, nei cataloghi (quelli meno costosi, ma non è detto) debbano pubblicare foto in bianco e nero di reperti iconografici quali dipinti, tessuti, architettura e anche scultura?
So benissimo che è una scelta editoriale visto che le foto in bianco e nero costano di meno di quelle a colori, ma allora non mettetele! Non fate il catalogo! Non citate nello scritto, sottolineandone colori e sfumature!
E’ una presa in giro per il lettore.

Okkei lo so, io sono fiscale, noiosa e puntigliosa, ma tutti dovrebbero esserlo.
Dovremmo pretendere traduzioni fedeli, impaginazioni corrette e foto decenti, perché l’editore fa un patto con noi quando noi gli compriamo un libro. Un patto di fiducia e rispetto. Io non gli do soldi falsi e lui non mi da un prodotto a metà.
Ho amici piccoli editori che fanno i salti mortali per riuscire a dare alle stampe buoni prodotti, perché sanno che solo dando buoni prodotti potranno farsi conoscere e far vedere quanto valgono.
Inizio a temere che le grandi case editrici possano aver perso questo fuoco sacro…

Comunque, tornando alle foto in bianco e nero: che facciamo?
Datemi un’idea per poter chiedere, pretendere e ottenere (sento una fortissima risata provenire dall’aria) che le foto siano alla stessa altezza del prodotto che si compra?

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Ritorno al futuro

Sono un rievocatore antico…Molti miei colleghi pur di trovare l’oggetto e il dettaglio che serve loro, non solo girano il web ma comprano anche e senza problemi. Perchè il web è come un grosso bazar pieno di cose meravigliose e di artigiani dalle mani miracolose.
A me i soldi virtuali inquietavano, ma alla fine ho ceduto. E ho ricevuto il mio primo pacco…

Ora mi toccherà riprendere il mio inglese scolastico e capire un sacco di cose…E se sarà, toccherà cercare anche il secondo volume…

Le Monete di Roma

Continua la mia personale pubblicità per i lavori di ricostruzione, rievocazione, storia, fatti da amici e conoscenti.
Questa pubblicità sarà a tappe, lunghe, ma assolutamente molto interessanti e aspettate.
Parlo di un’opera molto particolare, che abbraccia un pubblico di veri addetti ai lavori, ma grazie a una grafica accattivante, una serie di immagini molto belle e particolari, una narrativa chiara, precisa e puntuale si apre anche a un pubblico di neofiti.
L’argomento è la numismatica dell’antica Roma.


Questo è il primo volume

(Cliccare sulle immagini per poterle ingrandire e vedere meglio)

 



L’autore è Daniele Leoni,  mio caro amico che ho conosciuto nell’ambiente della rievocazione romana.
A breve posterò una breve intervista in cui lui possa farsi conoscere e presentare il suo lavoro.
Questa è una presentazione e quindi via con le immagini che lo stesso Daniele mi ha permesso di mettere sul mio blog.
Personalmente ho utilizzato una pagina di questo volume per fare lezione al museo Archeologico di Parma alle scuole elementari. Ho utilizzato il capitolo sulla politica di Traiano di sovvenzione agli indigenti. E questo in collegamento alla Tabula Alimentaria di Veleia, proprio al museo di Parma.

 

 

 





Infine vi metto anche il Piano dell’Opera, di modo chè voi possiate vedere quanto grande lavoro ci aspetta da leggere e da vedere e da studiare.
Per poter contattare e comprare i volumi l’opera, vi invito ad andare a vedere il suo sito http://www.lemonetediroma.com/

Siamo sotto Natale e questo può essere davvero un bel regalo per appassionati e non.
Mi raccomando accorrete numerosi!!!!

Consigli per la lettura

Quando si affronta la storia patria si dimentica sempre la storia cittadina. Chi però è appassionato di storia medievale si rende conto invece che si parla poco di patria, ma piuttosto di regni piccoli o grandi che siano. E ci si rende conto che le leggi che valgono in una città, e il suo circondario, non valgono per la città vicina, e il suo circondario. Per non parlare poi delle dominazioni più o meno straniere, dei popoli che si sono stanziati anche temporaneamente il suolo italico. La storia d’Italia è varia e variegata e stimola la curiosità.
Io faccio ammenda e ammetto di conoscere veramente poco la storia della mia Parma.
Così quando è arrivato questo libro, in modo inaspettato, l’ho ritenuto un tesoro.

Purtroppo essendo una lettrice compulsiva e colei che deve rispondere molte domande sul medioevo sia all’interno del mio gruppo che all’esterno, grazie all’apporto del forum della Mansio, questo libro è andato a finire in fondo alla lista. Alla fine è arrivato il suo turno ed è stata una sorpresa.
Ottimamente supportato dall’uso delle fonti e dal riportarle in formato chiaro, attraverso un ampio spazio dato alle note (dove vengono riportati i passi in latino); da una serie di appendici brevi, ma che servono ad ampliare il discorso; un nutrito numero di cartine e di tavole esplicative; soprattutto si sofferma sui dettagli e rende viva la città. Purtroppo non ha uno straccio di foto, nemmeno a pagarlo!
E appare tutto come una sorpresa.
Perchè Parma ha dimenticato il suo passato medievale, per quanto le tracce siano tutt’ora visibili sull’urbanistica (lo spostamento del torrente Parma, per esempio) o sui palazzi della città (torre pediculosa in via Farini). Sembra che Parma sia nata coi romani (ah, prima c’era il nulla!) e poi sia passata subito alla dominazione francese dal 1600 e al ducato di Parma, Piacenza e Guastalla con la sempre amata Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone. Senza contare il suo apporto alla Resistenza.
Ed invece no!
Il passato medievale di Parma rivela una città molto importante (visto che attraverso essa si passava in Toscana attraverso la Cisa; la via Francigena; per esempio) sia dal punto di vista politico come spirituale (non a caso dal suo soglio vescovile vengono ben 2 antipapa).
E questo libro lo esplica molto bene.
E questo è solo il 3 volume e si ferma alla soglia del periodo che io rievoco: tocca cercare il 4 volume.